5 motivi per cui investire a Dubai  é un errore che non dovresti commettere

Nonostante sia stata per diverso tempo la destinazione preferita di investitori internazionali più o meno trasparenti, negli ultimi anni investire a Dubai è diventato un boomerang. Te lo spieghiamo in 5 motivi.

Ecco i 5 motivi per cui investire in immobili a Dubai è sbagliato.

1) Contrazione del mercato immobiliare

A Dubai esiste l’equivalente dell’indice Case Shiller e si chiama indice RPPI. In pratica esprime l’andamento dei prezzi del mercato immobiliare residenziale.
A maggio 2016 l’indice RPPI, ha registrato una caduta del -6,67%. Nello stesso periodo le ville sono scese del -7,55%.
Il declino è dovuto principalmente a due ragioni: il dollaro divenuto più forte, che ha attirato oltreoceano molti investitori internazionali e la riduzione del valore del petrolio, che ha ridotto il potere di acquisto degli investitori locali.
Al di là dei motivi, i numeri non mentono. I prezzi a Dubai stanno crollando.

2) Crollo delle transazioni immobiliari

Oltre alla riduzione dei prezzi, anche il numero di transazioni ha subito un crollo verticale, arrivando addirittura a -17% anno su anno.
Deloitte e altri studi prevedono che la contrazione continui anche per tutto il 2017, a causa del perdurare delle condizioni economiche e politiche.
Riassumendo: si vendono meno case e a prezzi inferiori.

3) Struttura Politica ed economica

Dubai e Abu Dhabi nascono dalla mente visionaria dello sceicco Rashid Al Maktoum, che voleva proporre un modello che potremmo chiamare Las Vegas. Da qui l’idea di creare Palm Islands e The World, oppure la famosa torre a forma di vela.

Investire in un paese il cui orientamento dipende principalmente dalla volontà di un solo uomo è però un grosso rischio.

In caso di cambio repentino di direzione, i primi a rimanere fregati sarebbero senza dubbio gli investitori internazionali.
Qualche avvisaglia è già stata data, con la legge approvata due mesi fa che vieta la lingua inglese sui cartelli stradali (in un paese che conta il 90% della popolazione proveniente dall’estero, avere i cartelli in arabo può diventare problema).
Questa scelta dipende dall’influenza della vicina Arabia Saudita e comunque andranno le cose, non riteniamo prudente investire in cui un solo uomo può decidere dei tuoi investimenti (e vale anche per Cuba).

4) Mancanza di risorse vitali

Parliamoci chiaro, l’immobiliare può prosperare solo nei paesi in cui c’è una economia florida. E questa è strettamente collegata alla disponibilità di acqua e di cibo.
A Dubai non c’è nessuna fonte di acqua potabile. Da nessuna parte. L’acqua proviene da impianti di de-salinazione e rendono l’acqua di Dubai la più costosa al mondo.
L’economia cresce grazie alle attività finanziarie e all’industria della costruzione, ma è priva di fondamentali strutturali.

5) Il debito del paese è fuori controllo

Se in Europa non ne possiamo più di sentire i politici parlare di tetto massimo al debito, a Dubai questo problema non si è posto.
E il risultato è che il debito del paese è pari al PIL.
Hai letto bene: 130 miliardi di dollari di prodotto interno lordo e 130 miliardi di dollari di debito (posseduto da 3 aziende statali).
E questo non è mai un buon indicatore. Al contrario, esistono paesi che hanno tassi di crescita del PIL impressionanti e il cui debito pubblico è sotto controllo, anche se in crescita. Ed è una crescita sostenibile per l’economia.

Dubai non è la destinazione da considerare, ma il mondo è immenso e ricco di opportunità.

 

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*